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Press release
Sabato 18 Gennaio 2003:
La fibra che viene dai granchi
Si chiama crabyon, dall'inglese crab, e arriva dal Giappone. È un nuovo filato che potrebbe cambiare il modo di vestire: l'intimo, l'abbigliamento per neonati, le calze, l'abbigliamento sportivo. Gli indumenti a diretto contatto con la pelle potrebbero essere fatti di un tessuto derivato dal carapace del granchio, il prodotto, il cui termine scientifico è polisaccaride chitosano, è antibatterico ed è presente oltre che nel granchio, nel carapace di alcuni insetti e in particolari specie di funghi. Il tessuto. Il crabyon nasce da una miscela di chitosano e viscosa. Il chitosano, derivato della chitina, è un composto presente in natura in grandissima quantità (molti milioni di tonnellate). Polimero simile alla cellulosa, si trova oltre che nei crostacei e negli esoscheletri degli insetti, anche nella parete di funghi, di lieviti e di alcune alghe. Presso l'Università di Liegi è partito circa dieci anni fa un progetto di ricerca che, puntando sulla chitina, è sfociato nel 2000 nella creazione di una società spin off, la Kitozyme che, secondo le ambizioni dei dirigenti, dovrebbe diventare la prima società al mondo in grado di produrre chitosani partendo dai residui dei funghi.
La polvere di chitosano è trasformata in fibra e successivamente in fiocco o filato con un procedimento del tutto simile a quello impiegato per ottenere il rayon partendo dalla cellulosa, la cui molecola è molto simile a quella del chitosano. Inoltre il crabyon è biodegradabile, antiallergico e facilmente mischiabile con altre fibre come cotone o lino. L'aspetto e il tatto sono assimilabili a un cotone molto morbido e fresco. Mentre in Giappone il crabyon è già in produzione, in Europa è una novità assoluta ed è stato presentato alla diciottesima edizione di "Filo" a Cernobbio. Antibatterico. La ditta giapponese che produce crabyon, la Omikenshi, è riuscita a mettere a punto un processo industriale per realizzare, senza l'impiego di solventi, una soluzione di chitina/chitosano che viene poi mescolata alla viscosa. Si ottiene così una fibra le cui funzionalità si mantengono nel tempo non essendo condizionate da lavaggi. Il procedimento che rende questa fibra particolare sia dal punto di vista della funzione antibatterica sia del comfort è dovuto al fatto che la chitina fa parte a pieno della struttura fibrosa. Il filato del crabyon mescolato con cotone al 15-20% ha un prezzo di circa 11 euro il kilo e una T-shirt potrebbe costare il 15-20% in più di una tradizionale. In Italia la fibra acquistata in Giappone viene filata dalla Pozzi Electa di Clusone e una delle prime uscite sul mercato italiano potrebbe essere il fiocco di cotone che si trova all'interno dei cerotti preconfezionati. Ludovica Manusardi Carlesi

Sabato 18 Gennaio 2003